Sono Positivo.

Andrea Dainotti - Educazione Patrimoniale Milano

In molti, in queste ultime di giornate di Dicembre stanno facendo i conti con ciò che è accaduto nell’anno e ciò che vorrebbero accadesse nell’anno successivo.

E’ una cosa che faccio anch’io ma mentre fino a l’anno scorso, le cose importanti le preferivo elaborare all’inizio del mio anno biologico, quest’anno è come se mi fossi regalato una sorta di tredicesima.

Sto facendo per la prima volta i conti con me stesso a Dicembre dopo averli già fatti in Aprile, mese del mio compleanno.

Come molti italiani mi trovo in quarantena. Non posso non pensare che forse a questo giro abbiano trovato il metodo di metterci in quarantena senza darci la possibilità di incolpare qualcuno se non noi stessi e il covid stesso.

Ma che dire…nonostante questi anni insoliti pare abbiano portato a poco e niente, io non riesco a lamentarmi proprio. Non parlo solo di soldi ma parlo di ciò che ho seminato e che mi accingerò a curare nei prossimi mesi fino ad arrivare al tanto atteso raccolto.

Perché è così che mi pongo obiettivi.

Da parte di mia Mamma discendo da contadini e quando d’estate si passavano le giornate in campagna; Zii e Nonni si impegnavano a raccogliere.

Per quanto mi riguardava credevo lavorassero solo in quel mese. Per me era estate e andavo a fare vacanza proprio mentre i miei parenti sgobbavano come i matti.

Mi faceva ridere questa cosa ma crescendo ho capito che non era proprio così e soprattutto che non c’era una mazza da ridere.

I miei parenti, in Basilicata lavoravano tutto l’anno ed io arrivavo proprio nel momento in cui loro stavano raccogliendo i frutti del loro lavoro.

Molti di noi si lamentano del covid e della crisi ma non pensano che i contadini ogni anno possono avere a che fare con cigni neri ben più disposti a fare visita.

Il contadino raccoglie se ha seminato bene e se la natura gli da la possibilità di raccogliere…poi ciò che mettono in tasca dopo tutta la fatica fatta è solo un dettaglio.

Come dei contadini noi dovremmo chiederci: Cosa vorremmo raccogliere prima di tutto?

In un luogo o in un terreno non cresce ciò che si vuole e questo è il motivo per cui è difficile piantumare aranci in Lombardia.

Questo significa che dobbiamo ragionare bene su cosa stiamo per seminare.

Peter Drucker nel lontano ’54 ha cercato di aiutarci a riguardo donandoci un sistema che aiutasse a definire gli obiettivi senza incappare in questi problemi.

SMART, che non ha nulla a che vedere con le piccole auto in plastica che costano come l’oro, è proprio l’acronimo da Lui creato per definire i binari da seguire per evitare di deragliare.

Specifico

Misurabile

Raggiungibile (Achievable)

Rilevante

Temporizzabile.

Ora, non starò qui a spiegarti di cosa si tratta perché Google è stra-carico di queste informazioni e se proprio non puoi fare a meno di me 🙂

Ho fatto un webinar qualche tempo fa dove discutevo di questo. Puoi trovarlo all’interno del mio corso sui modelli di business proprio qui: https://bit.ly/3FjOGrA (non ti preoccupare…è tutto gratuito).

Dal 1954 ad oggi sono passate un sacco di anni, crisi, guerre ma quando guardo chi mi sta attorno noto che nessuno ha riportato gravi cicatrici e nessuno ha modificato le proprie abitudini.

Non voglio generalizzare, sia chiaro…ma sento che ti lamenti ogni giorno e vivi gli anni come se aspettassi che i terreni del Nonno ti portino frutto senza mettere piede nella terra.

Non hai obiettivi, questa è la verità.

Perché per una volta nella vita non provi a ragionare dandoti degli obiettivi SMART?

E’ frequente parlare con persone che annuiscono quando parlo di obiettivi SMART (a volte con fare tipico del…ancora con sta storia!) ed è altrettanto frequente che gli stessi non applichino la regola.

Quindi se stai pensando che il mio articolo è banale, prova ad applicare una volta nella tua vita questa semplice regoletta!

Non posso andare per il sottile a fine anno, non posso usare mezzi termini quando ancora, un sacco di persone attendono i complimenti su Linkedin per aver postato un cambio di lavoro o l’ennesimo attestato di frequenza e poi vivono la vita con l’unico obiettivo di ricevere lo stipendio o la fattura pagata dal cliente.

Ma in fondo il clima natalizio dovrebbe un po’ oliare il mio stato d’animo.

Darsi degli obiettivi è importante. Altrettanto importante è la qualità degli obiettivi che ci si pone. Fallire fa parte del gioco e c’è chi dice che: chi non fallisce è perché non ha mai fatto nulla nella propria vita...ma andarsi a schiantare perché, a un bivio non si sa se andare a destra o sinistra è preoccupante.

Io stesso colleziono fallimenti. Ma ciò che mi rende felice è che il bilancio: Vincite/Perdite è sempre positivo.

Invece di pensare a Marzullo come un nonsense del giornalismo, prendi un quaderno, fatti delle domande e datti delle risposte (e scrivile soprattutto)

Applica qualche regoletta e vivi un anno migliore, senza lamentarti, senza far parte del carrozzone, senza collezionare solo fallimenti ma analizzandone le motivazioni.

Secondo me vivrai l’anno della svolta e ti accorgerai presto che se ciò che vuoi ottenere è chiaro, fattibile sotto il profilo economico e temporale, controllabile e accanto a te ci sei TU e le persone giuste…nulla può fermarti.

Se invece il tuo obiettivo è: arrivare a fine mese per pagare il mutuo, Netflix, aperitivi, vizi costosi per sentirti a tono, iphone e mackbook, scarpe da urlo (della serie tanto sei in quarantena che te ne devi fare) e lamentarti…beh! risponditi da solo…

Ti auguro un felice fine 21, io nel frattempo sono positivo di essere negativo anche se in quarantena.

Sii positivo anche tu, almeno per ciò che riguarderà il ’22.

,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.