Quante volte ho sentito questi proverbi e quante volte le persone mi hanno detto:

L’hai voluto tu, non lamentarti…si raccoglie ciò che si semina!

E’ una verità che può essere dolorosa oppure no, ma chiunque di noi c’è passato più di una volta nella propria vita.

Tante volte ci si sente parte lesa anche senza motivo…perché diciamocela tutta…non sempre lo prendiamo in quel posto per partito preso e per colpa degli altri.

Avete presente quando state girando con l’auto ad un semaforo che ha l’obbligo di andare diritto e c’è chi prontamente non vede l’ora di sfoggiare il proprio clacson e la sua cultura urbanistica per darvi degli incivili?

Bene, avete mai chiesto loro con gentilezza: Voi nella vostra vita non l’avete mai fatto?

Se provate a farlo, a parte che potete rischiare il linciaggio se non siete corpulenti come me, quindi state attenti, noterete che le persone si arrabbiano ancora di più e vi faranno il gesto manuale “tipico” di chi vuole mandarti al luna park ma sa bene che non gli è stata fatta una domanda così infondata.

Per seminare è fondamentale capire cosa si vuole raccogliere ed è qui che cade il rimprovero che spesso si sente uscire dalla bocca di amici e parenti o da chi usa frasi fatte e ci viene incontro senza darci alcuna soluzione.

I miei nonni erano dei contadini e per raccogliere i pomodori sapevano bene che dovevano trattare il terreno in un certo modo, in certi periodi dell’anno e che nulla era o poteva essere dato per scontato per poter vivere di quello che la terra, a distanza di mesi avrebbe dato loro.

Ci lamentiamo spesso di non raggiungere i nostri obiettivi e ci sentiamo dire spesso…cosa ti aspettavi? Alla fine raccogli ciò che semini.

Allora mi viene la voglia di non chiedermi più cos’ho seminato per raccogliere qualcosa che inaspettatamente devo raccogliere a fatica, ma piuttosto:

Cosa vorrei raccogliere?

Il famoso proverbio prende un’altra faccia in questo modo.

Pensate se un amico vi dicesse, hey…cosa vorresti raccogliere che ti aiuto a seminare come si deve?

Non sarebbe meglio di sentirsi dire a pappa pronta…hai sbagliato tu…se volevi questo non dovevi seminare quello.

Non credo molto nei consigli dati col il senno del poi. Mi fanno sempre immaginare i guru che cercano di spiegarti come fare trading con i grafici storici dove è normale vincere visto che il trend futuro è proprio sotto gli occhi di tutti.

Ma la vita non è così e ogni volta che penso o vivo certe sfaccettature, ci resto male.

E poi mi dico…forse se ho ascoltato il guru del trading online o, insomma mi è capitata una certa cosa, altro che semina sbagliata! è solo il risultato che mi fa restare male.

Di conseguenza se ragionassi a priori sul risultato che voglio ottenere, potrei avere un raccolto non proprio perfetto ma quanto meno a tema.

Se mio nonno avesse piantato a caso, avrebbe potuto mai dare da mangiare alla sua famiglia e progettare il futuro della stessa?

Si, poteva avere culo ma purtroppo questo non è un fattore misurabile.

Ho passato ogni estate della mia infanzia in quella casa isolata nelle campagne della Basilicata, circondata da pomodori, pesche e grano e quando grandinava e vedevo mio nonno uscire prendendosi il ghiaccio in testa. Mi divertiva e allo stesso tempo pensavo…non deve essere normale uno che fa così…forse mio nonno ha esagerato col vino.

Poi col tempo ho capito.

Ho capito che puoi avere le idee chiare per qualsiasi necessità o obiettivo che puoi raggiungere ma ci sarà sempre qualcosa di velenoso o dannoso che può rovinare il raccolto.

Un’altra variabile da non trascurare!

Chi semina raccoglie e chi non semina non può certo lamentarsi di non raccogliere e allo stesso modo chi raccoglie qualcosa di negativo nonostante abbia seminato è bene che smetta di lamentarsi e comprenda ciò che vuole per seminare come si deve.

E intanto tutti scrivete, parlate come se fosse sempre delle povere vittime del sistema. Tutti credete che il nulla si possa materializzare all’improvviso portando solo benefici. Proprio come un superenalotto non giocato che non riesce comunque a placare il vostro dispiacere di non aver vinto.

Il cosa vogliamo raccogliere è un po’ il cosa vogliamo ottenere nell’attesa che cresca ciò che abbiamo seminato. E quindi cosa vuoi ottenere? Hai tempo per attendere che cresca il tuo raccolto ma se ti ostini a seminare a caso, sarai demoralizzato e penserai che la vita ce l’ha con te o ti arrabbierai con quelli che ti hanno dato i loro semi o con coloro che ti hanno aiutato a innaffiare e a zappare.

Tutti avranno sbagliato tranne te che ti ritrovi a non raccogliere o a raccogliere qualcosa di sbagliato.

Vista da questa prospettiva non ti fa pensare?

Che intenzioni hai? Vuoi capire a priori cosa vuoi raccogliere? Oppure è più facile continuare a incolpare gli altri o gli eventi?

Mio nonno se ricordi la storiella prendeva la grandine in testa pur di riuscire a mantenere integro il suo raccolto. Perché per lui era tutto quello che aveva. Se alla prima difficoltà molli o continui a lamentarti dando la colpa agli altri…forse tu non hai ancora capito cosa vuoi dalla vita.

La prossima volta che mi suoni perché giro dove non si può, fallo pure perché è corretto e non si violano le leggi ma tieniti l’adrenalina che spendi per gridare di andarmene a fare in culo per avere il coraggio di salvare ciò che per te è realmente importante…e se non hai nulla…non arrabbiarti con chi hai attorno, arrabbiati con te stesso.