Puoi vivere in una fantastica casa in riva al mare, immerso nei fiordi della Norvegia, in Florida o semplicemente a Milano. Sei sei una persona felice lo sei e basta.

Non importa dove vivi, chi frequenti, quante persone conosci. Se sei felice. Lo sei e basta.

Ciò significa che si è felici ovunque. In qualsiasi posto si decida di abitare. Lo stesso vale per l’infelicità.

Se sei triste dove vivi, è inutile che scappi.

Se sei una persona triste avrai l’abitudine di ragionare per matrici già fatte e potresti dirmi: Vuoi confrontare la vita a Milano rispetto al sollazzarsi sulle spiagge della Florida?

E le persone ancora più tristi potrebbero dire: si ma se vivo in Florida posso permettermi tante di quelle cose che non potrei certo essere infelice.

Ma la verità è che puoi avere tutti i soldi e le spiagge che ti pare, se sei triste…sei triste.

La nostra felicità non dipende dal luogo, non dipende dai soldi ma dipende da ciò che ci hanno o che ci siamo inculcati nella testa.

Che ne dici? Sei felice o triste?

Ami la tua vita o credi di poter meritare di meglio?

Non sopporti il tuo capo o i tuoi genitori a capo dell’azienda di famiglia?

Molla tutto e metti sul tavolo le tue attitudini. Non te la senti? Non hai il coraggio?

Piantala di lamentarti!

La maggior parte delle persone che conosco per lavoro soffre rinchiusa in questi contenitori ermetici. Sono ignari del fatto che il sigillo non è stato imposto da nessuno. Hanno deciso loro di chiudersi dentro., magari per la paura di perdere qualcosa.

La paura di dire la propria, la mancanza di fiducia in se stessi, il vantaggio di mettersi i soldi in tasca a prescindere, la pigrizia. Tutte ragioni che vi portano ad un gioco di convenienza ma privo di soddisfazioni personali.

Tuo padre ti oscura, ma tu non sei al suo livello per eliminare la sua ombra.

Cosa ti aspetti? Credi che prima o poi arriverà qualcuno a salvarti le chiappe? O che qualcuno possa cambiare idea nei tuoi confronti?

Oppure ti fai scivolare la cosa e piuttosto che dimostrare di essere un perdente decidi di non esporti, vantandoti dei successi dell’azienda di famiglia?

Non ci crederai oppure ti darà fastidio ma è proprio qui che si gioca la tua dignità.

Vivere alle spalle degli altri passivamente oppure diventare autonomo sotto tutti gli aspetti.

Un mondo che non può includere i cacasotto.

Tu invece ti ritrovi ad aver superato i tuo 45 o 48 anni e continui a dare la colpa ai tuoi genitori o a chi ti comanda.

Credi sia lecito dover sopportare le tue angosce o le tue inutili lamentele?

Perché al posto di lamentarti non ti metti in gioco?

Rimboccati ste maniche di camicia di marca per far vedere quanto le tue idee possono fare la differenza. Metti in gioco il tuo culo, non quello dei tuoi genitori o del tuo capo. Usa il tuo potere e i tuoi soldi.

Non so se comprendi la differenza.

Forse se l’avessi compresa saresti già in prima linea a credere in ciò che pensi senza nasconderti dietro tutte queste scuse.

Eppure ti ostini a far credere alle persone che hai attorno che il problema sono gli altri. Gli altri sono sempre il tuo problema principale.

E mi piacerebbe chiederti: MA CHI DIAVOLO TI FA LAVORARE CON QUESTI ALTRI?

Li scegli tu? Te li fai scegliere?

Il datore di lavoro che si lamenta del suo dipendente. Ma chi l’ha assunto a seguito di un colloquio?

Bene la colpa è sua e non del nuovo dipendente.

Delegate alle persone sbagliate ma pur di non dire che la colpa è vostra vi lamentate incolpando gli altri.

Ecco cosa siete capaci a fare…incolpare gli altri e togliervi dalla responsabilità di avere sbagliato in prima persona.

Alcune persone non ammettono certi discorsi nemmeno sotto tortura. Ma io vi vedo quando andate a prendere un caffè al bar, quando mi chiamate per delle consulenze.

Siete maledettamente insoddisfatti e con le persone come voi, personalmente, ho deciso di dare un taglio netto.

Non realizzerete mai nulla da soli per un motivo solo. Portate sulle spalle solo le glorie di chi in passato ha costruito il luogo in cui vi trovate.

Voi avete solo i benefit economici ma il vostro cervello è più vuoto di un imbuto.

La storia, i soldi non guadagnati direttamente non vi faranno mai essere migliore rispetto agli altri.

Puoi essere migliore se sei capace di prosperare dal fallimento. Ma se ti lamenti del fallimento e non muovi un dito, sei solo un fallito.

La tua azienda è nata nel 1910. Nemmeno tuo padre a quel tempo sapeva di prendere vita a questo mondo. Tu vuoi realizzare il tuo sogno ma ad ogni modo stai cercando solo di tirare avanti quello di tuo nonno e sprecare tempo a non realizzarti.

Hai ancora il coraggio di dire qualcosa?