Che ci crediate o no un giorno ero a pescare con degli amici e ad un certo punto ho davvero posto questa domanda.

Ero in piena adolescenza e frequentavo ancora l’oratorio. Non perché ad un certo punto della vita si debba smettere di frequentarlo, anzi…chi ci accompagnava in Auto aveva la sua suonata età già ai tempi ed è grazie a lui che posso raccontare questa storia.

Sembrerà difficile crederci ma trovare alle porte di Milano luoghi dove poter pescare è più facile che sul Lago Maggiore (incredibile ma vero).

Non si pescava nulla in quelle giornate perché l’obiettivo numero uno era divertirsi e bere le prime birre lontani dagli occhi indiscreti. (se arrivavano anche i pesci era grasso che colava).

Mentre scrivo non so se a questo punto il mio delirio di onnipotenza derivava dalla birra di troppo ma sta di fatto che al momento di tornare indietro misi le scarpe ai piedi non curante del fatto che per tornare alla macchina, avrei dovuto attraversare circa 4 metri di torrente “profondo” non più di 5cm.

Fu allora che feci la fatidica domanda.

Non attesi nessuna risposta e dimostrai a me stesso e a tutti quelli che mi guardavano con aria goliardica e di sfida che la mia folle teoria non solo mi aveva fatto inzuppare completamente le scarpe ma gli schizzi generati dal mio dolce peso avevano anche infradiciato tutti i miei pantaloni.

Non ne uscii sconfitto…entrai nella storia della mia compagnia e ancora oggi quando abbiamo ho possibilità di incontrare i miei vecchi amici, ridiamo ancora come i matti ricordandoci il momento.

Alla domanda iniziale mi sento di rispondere con una certa sicurezza che se vai piano al massimo ti puoi bagnare le suole delle scarpe.

Un idea fallimentare?

Quando abbiamo degli obiettivi e non li studiamo a fondo, quando diamo le cose per scontate, quando ci sentiamo onnipotenti, Spesso portiamo a casa un veri e propri fallimenti. La maggior parte delle volte pecchiamo anche di presunzione e la presunzione a mio parere, è nemica del successo.

Non confondiamo l’osare con l’essere presuntosi. Sono due cose diverse.

Questa storia mi fa venire in mente anche un altro pensiero: e se non fosse mai accaduto?

C’è sempre nella vita un momento in cui si cerca di giocare follemente ma come ben sappiamo molte delle scoperte che hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere sono imputabili a degli errori umani che hanno convalidato o modificato tesi e ipotesi.

Mi chiedo, e se ci fossi riuscito davvero? Non saranno mica solo una botta di fortuna le scoperte! Non saranno solo il risultato della casualità e non sarà solo la vita a donarci le istruzioni ritenendoci poco capaci!

Ti è mai capitato di vedere una scoperta all’ultimo grido che ti ha fatto sorridere…e ti ha fatto dire: Geniale, una stupidata alla quale potevamo pensare tutti ma ci ha pensato solo lui.

Ecco! Qui si gioca il secondo round di questo piccolo incontro. Bisogna che i nostri occhi vedano le opportunità. E si può arrivare a ciò, solo se si vive la vita attivamente.

Perché è vero che dagli errori si può imparare. Io ad esempio dal quel giorno ho acquistato degli stivali da pesca. Ma chi vive passivamente la propria vita non va nemmeno a pescare.

Qui sta il vero problema!

Avere un atteggiamento passivo è il danno più grande che si possa fare alla propria vita. Si parte con dei piccoli malcontenti regalati dalle prime sconfitte e si decide di non partecipare più.

Le scuse sono il passo successivo!

Il terzo round si insinua proprio tra la differenza che c’è tra: motivo e scusa.

Mentre rileggo l’ultima frase scritta mi viene voglia di chiudere qui l’articolo, di non dare nessuna spiegazione. Per me non necessita d’altro ma so bene che c’è chi può avere bisogno di capire la sottile differenza che c’è tra le due parole.

Vieni a pescare Sabato?

No,

Perché?

Motivo: Non ho l’attrezzatura

Scusa: Non ho tempo.

Il vero peccato è che con il passare degli anni la passività applica un vero e proprio callo mentale difficile da estirpare. Crea un vuoto di ambizioni per fare spazio all’indifferenza. A dirla tutta, non so se si può uscire da questo stato ad una certa età. Non ho nemmeno il bagaglio culturale per poter accennare una qualunque ipotesi…

Ma voglio lanciarvi una sfida:

Perché non provate a correre con scarpe e vestiti su un piccolo torrente d’acqua e scoprire se potete camminare sulle acque?

Fatelo per voi stessi, per tornare bambini, per bagnarvi consapevolmente, per darmi o darvi degli idioti, per comprendere che quando si crede in qualcosa e il risultato è ovvio, l’azione può portare anche a un beneficio.

Non serve che il vostro atteggiamento limiti la vostra voglia o ambizione di provare.

Quando si ha fiducia in se stessi si può arrivare ovunque.